• L’Allianz Trade Export Forecast si attesta a -1.13 punti nel terzo trimestre. A maggio era ancora in territorio positivo, con +0.33 punti.
  • Le incertezze dovute al conflitto in Ucraina, ai timori per l’inflazione e ai rialzi dei tassi d’interesse pesano sui mercati.
  • Il turismo è il settore trainante dell’estate, mentre l’industria spera per l’autunno in un miglioramento dei problemi nella catena di approvvigionamento.

Wallisellen, 7 settembre 2022 – L’Allianz Trade Export Forecast si attesta a -1.13 punti nel terzo trimestre (maggio: +0.33 punti). L’indicatore è quindi notevolmente al di sotto della crescita tendenziale di lungo periodo. Nei prossimi 6-12 mesi si prevedono tassi di crescita annuali negativi per le esportazioni. Le previsioni di crescita per l’economia globale sono state nuovamente corrette al ribasso.

«Nonostante le temporanee schiarite sui mercati finanziari, la maggior parte degli indicatori anticipatori e dei dati sulla fiducia volge al brutto», spiega Katharina Utermöhl, esperta di politica economica europea di Allianz Trade. «La guerra in Ucraina, i timori per l’inflazione e i rialzi dei tassi d’interesse pesano sui mercati.» Attualmente, sul mercato dei cambi si assiste a una fuga verso valute sicure come il franco svizzero. L’euro è al di sotto della soglia di parità dall’inizio di luglio. Le diffuse incertezze hanno notevolmente eroso la fiducia dei consumatori e degli investitori svizzeri. Con -42 punti, il «clima di fiducia dei consumatori» della SECO ha toccato i minimi dall’istituzione di tale rilevazione, nel 1972. Una nota positiva è che il rischio di recessione per l’economia svizzera nel breve termine è significativamente inferiore rispetto ai Paesi europei confinanti, poiché la spinta inflazionistica e la dipendenza dal gas russo sono meno pronunciate. Tuttavia neanche l’economia svizzera non è immune dal rallentamento economico globale.

Correzioni al ribasso del PIL
Per la Svizzera, Allianz Trade prevede una crescita del PIL del 2.4% nel 2022 (2023: +0.7%), un’inflazione del 2.8% (2023: +1.6%) e una crescita delle esportazioni di solo il 2% (2023: +4.0%). Il PIL mondiale è stato ulteriormente rivisto al ribasso. Per il 2022 si prevede ancora una crescita reale del 3% al netto dell’inflazione (media delle previsioni internazionali). All’inizio dell’anno il valore medio era del 4.3%, tre mesi fa del 3.3%.

Il turismo è il settore trainante nei mesi estivi, mentre l’industria spera nell’autunno
Soprattutto nei mesi estivi, gli effetti della riapertura postpandemica dovrebbero farsi sentire con decisione nel settore dei servizi grazie alla ripresa del turismo. L’industria spera nell’autunno, visto che alcuni segnali fanno pensare che i problemi di approvvigionamento a livello globale abbiano raggiunto il picco. Se consideriamo anche il crescente raffreddamento dell’economia mondiale previsto nei prossimi mesi, si può quindi contare su una migliore capacità di soddisfare la domanda. Non appena il comparto industriale sarà in grado di aumentare la produzione, l’economia svizzera potrà contare di nuovo su una spinta economica un po' più forte proveniente dall’industria, a condizione però che non vi siano interruzioni nelle forniture energetiche, né del gas né dell’elettricità.

Crollo del mercato degli autoveicoli
Il commercio estero svizzero ha continuato a crescere nel secondo trimestre del 2022 toccando i nuovi massimi nominali per gli scambi in entrambe le direzioni. Le esportazioni sono cresciute dello 0.9% rispetto al trimestre precedente. In termini reali, il dato è in calo dello 0.5%. Le importazioni hanno registrato un netto aumento: del 2.4% in termini nominali e dello 0.6% in termini reali. La bilancia commerciale ha chiuso con un avanzo trimestrale di CHF 7.6 miliardi. L’aumento nominale delle esportazioni nel secondo trimestre del 2022 è dato da tre categorie di merci: macchinari ed elettronica (CHF +420 milioni), bigiotteria e gioielleria (CHF +334 milioni) e metalli (CHF +223 milioni). Le spedizioni di strumenti di precisione sono leggermente aumentate rispetto al trimestre precedente, mentre quelle di orologi sono rimaste stabili su un livello elevato. Le esportazioni di prodotti chimico-farmaceutici sono diminuite dell’1.2% (CHF -403 milioni). Il calo è stato particolarmente pronunciato per quanto riguarda i prodotti immunologici (CHF -1.3 miliardi). Il mercato degli autoveicoli è crollato sia sul fronte delle autovetture che dei veicoli commerciali. Nel primo semestre del 2022 sulle strade svizzere è arrivato un numero di nuovi veicoli commerciali inferiore del 17.7% rispetto all’anno scorso. Secondo l’organizzazione degli importatori Auto-Svizzera, i problemi nelle catene di fornitura stanno ora colpendo anche i camper.

Calo delle esportazioni svizzere
«Ci attendiamo una battuta d’arresto nella crescita dell’export svizzero nei prossimi sei-dodici mesi», commenta Jan Möllmann, co-CEO ad interim di Allianz Trade Switzerland. «I motivi sono ancora i problemi nelle catene di fornitura, che fortunatamente dovrebbero comunque andare pian piano a risolversi, la debolezza della domanda causata dai prezzi elevati che alimentano l’incertezza tra i consumatori e gli investitori, e i rischi di recessione. Alcune regioni, come il Nord America, potrebbero essere già in recessione. Le prospettive economiche poco incoraggianti provocano una significativa correzione sui mercati delle materie prime, ad eccezione delle fonti energetiche. Questa tendenza contribuisce a controllare l’inflazione e a ripristinare la fiducia dei consumatori e degli investitori. La politica di tolleranza zero della Cina nei confronti del COVID-19 sta portando i tassi di crescita di quel paese su livelli storicamente bassi.»


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