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Boom in Italia per il settore legno energia 

Biocombustibili cosa sono e cosa dicono della crisi energetica attuale

20 Luglio 2022

 

Il rincaro delle materie prime e la crisi energetica attuale legata al conflitto tra Russia e Ucraina stanno accelerando il processo, già in atto da qualche anno, della transizione energetica verso un futuro sostenibile, abbandonando le fonti fossili, ancora responsabili dell’80% dei consumi globali di energia, per promuovere sempre di più le energie rinnovabili, sia quelle più moderne che quelle più antiche. Tra questi i biocombustibili. 

Biocombustibili, cosa sono

L’energia da fonti rinnovabili in Italia rappresenta più di un terzo dell’energia totale prodotta: domina l’idroelettrica, seguita da solare fotovoltaica, bioenergia, eolica e geotermica.

Nell’ambito del sistema energetico mondiale la classificazione delle fonti utilizzate, fino a qualche anno fa, vedeva le biomasse ancora agli ultimi posti, mentre il primo era occupato dal petrolio il secondo dal carbone, il terzo e il quarto rispettivamente dal gas naturale e dall’energia nucleare. Ma in questi ultimi anni le cose stanno cambiando. Il prezzo contenuto e soprattutto la caratteristica di essere una valida alternativa agli idrocarburi fossili, altamente inquinanti, hanno decretato il successo dei biocombustibili.

Ma i biocombustibili cosa sono? Ottenuti dalla lavorazione di sostanze organiche (le biomasse) come i vegetali e gli scarti agricoli, dalla lavorazione del legno o dalle alghe o ancora da scarti di origine animale, i biocarburanti vengono utilizzati per alimentare motori termici, per generare energia elettrica e per la produzione di gas naturale. Grazie proprio alla loro origine da sostanze organiche, sia vegetali che animali, sono considerati fonti energetiche rinnovabili. 

La filiera del legno energia, tra legna e pellet

L’aumento del prezzo dell’energia sta riaccendendo nelle famiglie italiane, in quest’ultimo periodo, l’interesse per la bioenergia e in particolare per legna e pellet come biocombustibili utilizzabili per il riscaldamento. L’energia del legno è d’altra parte naturale, rinnovabile, economica e sicura. Nella filiera del legno l’energia generata da pellet e legno come combustibile produce da sola il 40% dell’energia rinnovabile, quanto l’energia solare, idroelettrica e eolica insieme.

Il “percorso” che porta la biomassa legnosa ad essere utilizzata a fine energetico, dando vita ad un processo virtuoso e sostenibile, costituisce una filiera che vede la presenza di diverse realtà produttive e commerciali e di diversi attori: in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali) ci sono 14mila aziende e 72mila addetti che vi lavorano, di cui 43mila diretti e 29mila nell’indotto, che producono un fatturato di circa 4 miliardi di euro; cifre che rendono la filiera legno energia un’eccellenza del nostro Paese, grazie anche al primato degli apparecchi a pellet, di cui il 70% di quelli presenti in Europa è Made in Italy. Sicuramente il principale vantaggio della filiera legno energia è quello della riduzione delle emissioni climalteranti, grazie alla sostituzione di un combustibile fossile ed inquinante con una fonte di energia naturale e rinnovabile come quella dei biocarburanti. Durante la combustione, infatti, le biomasse producono anidride carbonica carbon neutral. L’impronta di carbonio in questo caso, non avendo alcun impatto sulla concentrazione finale di carbonio nella biosfera, è pari a zero. In particolare il bilancio della CO2 liberata con la combustione del legno è pari a quella sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta. Ma a questo si aggiungono altri vantaggi non meno importanti. La produzione della fonte energetica legno, per esempio, non è impattante, è l’unico processo, infatti, che genera un miglioramento dell’ambiente con ricadute positive sulla gestione del territorio e sullo sfruttamento responsabile e sostenibile del bosco.

La filiera del legno energia in Italia

Infine la filiera legno energia offre una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento energetico, grazie alla produzione nazionale delle biomasse e alla conseguente indipendenza dalle importazioni di energia fossile dall’estero. L’Italia è particolarmente ricca della risorsa legno e può contare su un vasto capitale boschivo. Faggi, abeti rossi, castagni, cerri, larici, lecci pini silvestri, pini neri e abeti bianchi, sono solo alcune delle tantissime specie di alberi dei boschi italiani. Secondo i dati del primo Rapporto Annuale sulle Foreste (RAF) del Mipaaf, il patrimonio forestale italiano si estende per 11 milioni di ettari, pari al 38% del territorio nazionale, di cui 9,6 milioni sono costituiti da foreste e 1,8 milioni sono occupati da boschi composti da vari tipi di alberi, un valore che è raddoppiato negli ultimi 50 anni e che posiziona l’Italia al secondo posto in Europa per copertura forestale. Un patrimonio importantissimo per la tutela della biodiversità e per lo sviluppo ulteriore della filiera legno energia.