Vista dall'alto di una spiaggia

Global Insolvency Outlook:
tendenze globali delle insolvenze aziendali e previsioni Allianz Trade

Le insolvenze aziendali rappresentano un indicatore chiave della stabilità economica mondiale. Ogni anno, Allianz Trade pubblica il Global Insolvency Outlook, che analizza l’evoluzione dei fallimenti d’impresa e individua le tendenze di lungo periodo a livello globale.

Secondo le analisi di Allianz Trade, dopo l’aumento del 2025, le insolvenze globali sono previste in ulteriore crescita del +6% nel 2026, spingendo così l’economia verso il quinto anno consecutivo di aumento, con il plateau rinviato al 2027, quando è attesa una quasi‑stabilizzazione (+1%).

 

Con il termine insolvenza si indica la condizione in cui un’impresa non è più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari, ad esempio il pagamento dei fornitori, delle banche o dei dipendenti. Quando la situazione diventa irreversibile, può sfociare in una procedura concorsuale o fallimentare.

Per approfondire le dinamiche legate alla liquidità e alla gestione del capitale circolante, leggi la nostra guida completa su come proteggere il cash flow delle PMI.

Analizzare sia il numero di insolvenze che il loro importo consente di comprendere lo stato di salute del sistema economico: un aumento diffuso è spesso un segnale di rallentamento della crescita o di peggioramento delle condizioni di credito.

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Anno Variazione (definitiva o stimata) insolvenze globali Commento sintetico
2027 +1% (stimato) Plateau delle insolvenze rinviato; livelli ancora elevati
2026 +6% (stimato) Quinto anno consecutivo di crescita; impatto diretto delle tensioni in Medio Oriente
2025 +6% Incremento globale diffuso, con contributo chiave di Europa occidentale e Nord America
2024 +9%

Rimbalzo post‑pandemia e smaltimento progressivo dell’arretrato di fallimenti

Le previsioni confermano una dinamica ancora orientata al rialzo, con una normalizzazione solo graduale nel medio periodo. Circa due terzi dei Paesi continueranno a registrare insolvenze superiori ai livelli pre‑pandemia, in particolare Francia e Regno Unito, che resteranno ben al di sopra della media storica anche oltre il 2026.

Allianz Trade attribuisce l’aumento dei fallimenti d’impresa a una combinazione di fattori macroeconomici, finanziari e geopolitici:

  • Tassi di interesse ancora elevati e condizioni finanziarie restrittive, che continuano a comprimere la liquidità aziendale e a rendere più complesso il rifinanziamento, sopratutto per le PMI;
  • Inflazione persistente e aumento dei costi degli inputo, in particolare energia, trasporti e materie prime, che incidono in modo sproporzionato sui settori ad alta intensità energetica come costruzione, chimica e metalli;
  • Fine e riassorbimento delle misure di sostegno pubblico post-Covid e post-crisi energetica, che avevano temporaneamente ridotto il numero delle insolvenze tra il 2020 e il 2022; 
  • Domanda globale più debole e margini di redditività sotto pressione, con limitata capacità di trasferire i costi sui prezzi finali, soprattutto nei settori più competitivi e orientati ai consumi;
  • Tensioni geopolitiche e shock sulle catene di approvvigionamento, in particolare legate al conflitto in Medio Oriente, che hanno aumentato l'incertezza, i costi logistici e i rischi di mancato pagamento lungo le filiere internazionali.

Questo insieme di fattori ha accelerato la “liquidazione dell’arretrato” di insolvenze, ovvero il recupero dei fallimenti che erano stati limitati negli ultimi anni grazie ai finanziamenti pubblici. Il fenomeno è particolarmente evidente nei settori delle costruzioni, del commercio al dettaglio e dei servizi, che rappresentano oltre il 40% delle insolvenze globali di grandi imprese nel 2025 e restano tra i comparti più esposti anche nel 2026.

L’aumento delle insolvenze si riflette anche sul mercato del lavoro: nel 2026 Allianz Trade stima 2,2 milioni di posti di lavoro a rischio a livello globale, il valore più alto degli ultimi dodici anni. Di questi, 1,3 milioni sono concentrati in Europa e circa 460.000 in Nord America, con i settori delle costruzioni, del commercio al dettaglio e dei servizi tra i più esposti.

Negli Stati Uniti, le insolvenze aziendali sono aumentate del +7% nel 2025 e dovrebbero accelerare ulteriormente nel 2026 (+9%), con le PMI particolarmente vulnerabili alle condizioni di finanziamento restrittive.
In Canada, dopo il forte calo registrato nel 2025 (‑23%), è attesa una ulteriore contrazione più moderata nel 2026 (‑4%), con livelli che resteranno comunque elevati rispetto alla media storica.
In America Latina, il Brasile continua a rappresentare un punto critico: dopo un aumento del +24% nel 2025, le insolvenze dovrebbero crescere ancora nel 2026 (+8%), spinte da difficoltà macroeconomiche e da una politica monetaria ancora restrittiva. 

 

In Europa occidentale, le insolvenze aziendali hanno continuato a crescere per il quarto anno consecutivo, con un aumento del +11% nel 2024 e del +7% nel 2025, trainato da dinamiche eterogenee tra Paesi. Nel 2025, l’aumento è stato particolarmente marcato in Italia (+26%) e Svizzera (+38%), mentre Germania (+10%) e Francia (+4%) hanno registrato una crescita più contenuta. Nel Regno Unito, il numero di insolvenze si è invece stabilizzato.

Per il 2026, Allianz Trade prevede un rallentamento della crescita (+3%), senza una vera inversione di tendenza: la Germania dovrebbe registrare un ulteriore aumento (+2%, circa 24.650 casi), la Francia restare su livelli elevati (+2%), mentre il Regno Unito mostrerebbe una lieve flessione (–1%).

In Italia, il numero di insolvenze è tornato su livelli in linea con il periodo pre‑pandemico dopo tre anni di forte accelerazione, con un aumento del +26% nel 2025. I settori più esposti restano commercio, costruzioni, manifatturiero e ospitalità, che rappresentano oltre il 60% dei casi, confermando una vulnerabilità strutturale delle attività più cicliche e ad alta intensità di costi.

Il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, con la nuova procedura stragiudiziale, ha contribuito a contenere parzialmente l’aumento dei casi gravi, pur non invertendo la tendenza. Per approfondire, consulta i Report Rischio Paese e gli Studi di Settore di Allianz Trade.

In Italia, secondo Allianz Trade, la ripresa del numero di insolvenze aziendali si inserisce in un quadro di riallineamento ai livelli pre‑pandemici, dopo il minimo storico registrato nel 2021 grazie alle misure di sostegno pubblico. Dal 2023, le procedure concorsuali hanno ripreso a crescere con forza e nel 2025 l’aumento ha raggiunto il +26%, riportando il numero di casi su livelli comparabili a quelli antecedenti la crisi Covid‑19.

Le imprese più colpite restano soprattutto le PMI, in particolare nei settori del commercio, delle costruzioni, del manifatturiero e dell’ospitalità, che insieme rappresentano oltre il 60% delle insolvenze, risentendo maggiormente della debolezza della domanda interna, dei margini di redditività compressi e dei costi di finanziamento ancora elevati. Il trend conferma come il contesto economico, pur in graduale miglioramento, resti strutturalmente fragile e dipendente dalle condizioni di credito e dal ritmo della crescita economica.

Anche in Asia, il numero delle insolvenze continua a mostrare un andamento in aumento, con forti differenze tra Paesi. Nel 2025, si sono registrati incrementi significativi in diverse economie avanzate, tra cui Singapore (+29%), Nuova Zelanda (+13%), Corea del Sud (+18%), oltre a Hong Kong (+45%) e Australia (+10%).

In Cina, che rappresenta la quota principale dell’indice regionale, le insolvenze hanno invertito il trend a partire dal 2024 e sono attese in ulteriore aumento nel 2026 (+9%), a causa delle persistenti fragilità nei settori orientati al mercato domestico e nel comparto immobiliare.

Per il biennio 2025–2026, il quadro resta eterogeneo: alcuni mercati avanzati mostrano segnali di normalizzazione o moderato rallentamento (come Australia), mentre altri, tra cui Giappone e Corea del Sud, continuano a registrare un aumento graduale delle insolvenze. Nel complesso, la regione Asia‑Pacifico rimane la principale contribuente alla crescita globale delle insolvenze, risentendo delle tensioni geopolitiche, della debolezza della domanda estera e della forte esposizione ai costi energetici. 

Le insolvenze continuano a concentrarsi nei comparti più esposti al ciclo economico, ai costi di finanziamento e alle pressioni sui margini:

  • costruzioni e immobiliare – restano tra i settori più colpiti a livello globale e in particolare in Europa, penalizzati dall’elevato costo del credito, dal rallentamento degli investimenti e dalla compressione dei margini, con livelli di insolvenza ben superiori al periodo pre‑pandemico;
  • commercio (all’ingrosso e al dettaglio) – fortemente esposto alla domanda debole e alla concorrenza sui prezzi, rappresenta uno dei principali contributori al numero totale di insolvenze, anche tra le imprese di dimensioni maggiori;
  • servizi e ospitalità – continuano a mostrare fragilità strutturali, risentendo dell’aumento dei costi operativi, in particolare energetici e salariali, e di una crescita dei consumi ancora insufficiente a ricostituire i margini;
  • settori industriali ciclici (tra cui manifatturiero, macchinari, chimica e trasporti) – evidenziano un aumento delle insolvenze legato alla debolezza della domanda globale, alle tensioni nelle catene di fornitura e alla limitata capacità di trasferire i costi lungo la filiera.

Nel complesso, servizi, costruzioni e commercio rappresentano la quota più rilevante delle insolvenze a livello globale e dominano anche il conteggio delle grandi insolvenze, confermando una vulnerabilità persistente dei settori più ciclici e ad alta intensità di capitale 

Il numero di insolvenze aziendali comprende non solo i fallimenti ufficiali, ma anche le procedure di ristrutturazione e liquidazione. Analizzare l’evoluzione di questi dati permette di valutare la solidità complessiva del tessuto economico e di anticipare segnali di fragilità finanziaria.

Per le imprese, monitorare questi indicatori è utile per pianificare strategie di prevenzione, adattare le condizioni di pagamento e proteggere la propria liquidità. Per rafforzare la capacità di prevenzione e migliorare la resilienza finanziaria, le imprese possono adottare un  piano di risk management, basato su indicatori economici aggiornati e strumenti di valutazione predittiva.

L’aumento delle insolvenze globali rafforza l’importanza di una gestione proattiva del rischio di credito.
Tra le azioni prioritarie per le aziende:

  • verificare la solidità finanziaria di clienti e fornitori prima di avviare nuove relazioni commerciali;
  • aggiornare le politiche di pagamento in base al contesto economico;
  • mantenere equilibrio tra espansione commerciale e controllo del rischio;
  • utilizzare strumenti di assicurazione del credito e servizi di credit intelligence per proteggere il flusso di cassa.

Soluzioni come Grade Check di Allianz Trade consentono di valutare la probabilità di insolvenza dei partner e di prendere decisioni informate, in Italia e all’estero.

Il monitoraggio delle insolvenze è oggi una componente essenziale della gestione del rischio d’impresa. I dati di Allianz Trade mostrano che l’aumento dei fallimenti non è episodico, ma si inserisce in una fase prolungata di normalizzazione postpandemica, dopo anni di sostegno pubblico straordinario. Le insolvenze globali registrano infatti cinque anni consecutivi di crescita fino al 2026, mantenendosi su livelli storicamente elevati rispetto al periodo pre‑Covid.

Per il 2027, le previsioni indicano una fase di quasistabilizzazione (+1%), più che una vera inversione di tendenza, segnalando che i rischi di credito resteranno rilevanti. In questo contesto, per le imprese la priorità diventa passare dalla reazione alla prevenzione, rafforzando il monitoraggio di clienti e fornitori e integrando strumenti di analisi del rischio e protezione del credito nei processi di gestione finanziaria.

Il costo del denaro e le condizioni di credito restano un fattore chiave per la solidità delle imprese. 

Le condizioni finanziarie rimangono complessivamente restrittive e continuano a mettere pressione sulle aziende, soprattutto su quelle con margini ridotti, elevato debito o fabbisogni elevati di capitale circolante.

Secondo Allianz Trade, anche con un allentamento graduale delle politiche monetarie, il beneficio sulla liquidità sarà limitato e non sufficiente a invertire rapidamente il trend delle insolvenze.

Le imprese più indebitate e i settori più esposti ai costi e al fabbisogno finanziario continueranno quindi a rimanere sotto pressione anche nei prossimi anni.

L’insolvenza è la condizione in cui un’impresa non riesce più a far fronte in modo regolare ai propri obblighi finanziari, come il pagamento di fornitori, banche o dipendenti. Nei casi più gravi può sfociare in una procedura concorsuale o fallimentare.

Nel 2025 il numero di insolvenze in Italia è stimato intorno a 13.000 casi, in aumento del +35% rispetto al 2024. Si tratta del livello più alto dal periodo pre-pandemia, in linea con l’andamento registrato nel resto d’Europa.

I comparti più esposti restano quelli a maggiore intensità di capitale e più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse: edilizia, manifatturiero, commercio al dettaglio, ospitalità e automotive.

L’aumento è legato principalmente al costo elevato del denaro, all’inflazione persistente, alla fine delle misure di sostegno pubbliche e al rallentamento della domanda globale.

Secondo le analisi di Allianz Trade, dopo cinque anni consecutivi di rialzo il numero di insolvenze globali potrebbe stabilizzarsi nel 2027 (–1%), grazie al graduale allentamento delle condizioni di finanziamento e a una crescita economica più equilibrata.

Seguire l’evoluzione delle insolvenze consente alle aziende di valutare la solidità del mercato, anticipare potenziali rischi finanziari e adottare strategie preventive per tutelare la liquidità e la continuità operativa.

Due persone sedute su un divano parlano di business

Allianz Trade è leader mondiale nell'assicurazione dei crediti commerciali e nella gestione del rischio di credito, e offre soluzioni su misura per mitigare i rischi associati al mancato incasso dei crediti commerciali, garantendo così la stabilità finanziaria delle imprese. I nostri prodotti e servizi aiutano le aziende nella gestione del rischio e dei  flussi di cassa (cash-flow), nella protezione dei crediti, nelle fideiussioni, nella tutela contro le  frodi commerciali, nei processi di recupero crediti e nell'assicurazione del credito per l’ e-commerce, assicurando la solidità finanziaria delle nostre aziende clienti. La nostra esperienza nella mitigazione del rischio e la conoscenza dei trend economici ci posizionano come consulenti di fiducia, consentendo alle aziende che aspirano al successo globale di espandersi nei mercati internazionali con fiducia.

La nostra attività si basa sul sostegno alle relazioni commerciali, relazioni che si estendono al di là di ogni tipo di frontiera - geografica, finanziaria, industriale ed altro ancora. Siamo costantemente consapevoli che il nostro operato ha un impatto sulle comunità che serviamo e che abbiamo il dovere di aiutare e sostenere gli altri. Tutti i dipendenti di Allianz Trade sono incoraggiati e sostenuti nel dare il proprio contributo alle comunità che li circondano e nel condividere i benefici delle nostre competenze e risorse. In qualità di azienda di servizi finanziari, siamo particolarmente impegnati ad aumentare il livello di educazione finanziaria attraverso approfondimenti e studi che analizzano i trend economici, in modo che le persone e le aziende possano affrontare il futuro con fiducia e sicurezza. Siamo, inoltre, fortemente orientati nel garantire l'equità per tutti, senza alcuna discriminazione, sia tra i nostri collaboratori sia nei rapporti con i partner esterni con cui collaboriamo.