Vista dall'alto di una spiaggia

Global Insolvency Outlook:
tendenze globali delle insolvenze aziendali e previsioni Allianz Trade

Le insolvenze aziendali rappresentano un indicatore chiave della stabilità economica mondiale. Ogni anno, Allianz Trade pubblica il Global Insolvency Outlook, che analizza l’evoluzione dei fallimenti d’impresa e individua le tendenze di lungo periodo a livello globale.

Secondo le analisi di Allianz Trade, dopo l'aumento del +6% registrato nel 2025, le insolvenze aziendali a livello mondiale continueranno a crescere anche nel 2026 (+5%), segnando il quarto anno consecutivo di aumento. Per il 2027 è prevista una crescita più moderata (+1%), mentre nel 2028 è atteso un lieve calo (-1%). Nonostante il graduale miglioramento del contesto economico, i livelli di insolvenza resteranno elevati in molte economie a causa della debolezza della domanda, delle tensioni geopolitiche e delle persistenti difficoltà di finanziamento per le imprese.

 

Con il termine insolvenza si indica la condizione in cui un’impresa non è più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari, ad esempio il pagamento dei fornitori, delle banche o dei dipendenti. Quando la situazione diventa irreversibile, può sfociare in una procedura concorsuale o fallimentare.

Per approfondire le dinamiche legate alla liquidità e alla gestione del capitale circolante, leggi la nostra guida completa su come proteggere il cash flow delle PMI.

Analizzare sia il numero di insolvenze che il loro importo consente di comprendere lo stato di salute del sistema economico: un aumento diffuso è spesso un segnale di rallentamento della crescita o di peggioramento delle condizioni di credito.

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Anno Variazione (definitiva o stimata) insolvenze globali Commento sintetico
2028 -1% (stimato) Prima lieve diminuzione dopo anni di crescita; livelli comunque superiori al periodo pre-pandemico
2027 +1% (stimato) Crescita quasi stabile, ma insolvenze ancora su livelli elevati
2026 +6% (stimato) Quarto anno consecutivo di crescita; impatto diretto delle tensioni in Medio Oriente
2025 +6% Incremento globale diffuso, con contributo chiave di Europa occidentale e Nord America
2024 +9%

Rimbalzo post‑pandemia e smaltimento progressivo dell’arretrato di fallimenti

Le previsioni confermano una dinamica ancora orientata al rialzo, con una normalizzazione solo graduale nel medio periodo. Circa due terzi dei Paesi continueranno a registrare insolvenze superiori ai livelli pre‑pandemia, in particolare Francia e Regno Unito, che resteranno ben al di sopra della media storica anche oltre il 2026.

Allianz Trade attribuisce il permanere di livelli elevati di insolvenza a una combinazione di fattori economici, finanziari e geopolitici che continuano a mettere sotto pressione le imprese:

  • Condizioni di finanziamento ancora restrittive, nonostante l'avvio del ciclo di riduzione dei tassi di interesse. Molte aziende, soprattutto le piccole e medie imprese, continuano a confrontarsi con costi del credito superiori rispetto al periodo pre-pandemico e con maggiori difficoltà di accesso ai finanziamenti.
  • Crescita economica debole e domanda contenuta, sia sul mercato interno sia a livello internazionale. In molti settori i volumi di vendita rimangono insufficienti a sostenere la redditività e a compensare l'aumento dei costi accumulato negli ultimi anni.
  • Margini aziendali sotto pressione, a causa della difficoltà di trasferire integralmente ai clienti gli aumenti dei costi operativi. Le imprese più esposte alla concorrenza e ai consumi discrezionali risultano particolarmente vulnerabili.
  • Elevata incertezza geopolitica e commerciale, che continua a pesare sulle decisioni di investimento e sulle catene di approvvigionamento internazionali. Le tensioni internazionali e l'aumento delle barriere commerciali stanno contribuendo a rallentare gli scambi e ad aumentare il rischio operativo per molte aziende.
  • Effetti ritardati della fine delle misure di sostegno straordinarie introdotte durante la pandemia e la crisi energetica, che continuano a favorire un graduale ritorno delle insolvenze verso livelli più normali dopo gli anni caratterizzati da interventi pubblici eccezionali.

Questo contesto continua ad alimentare il processo di normalizzazione delle insolvenze osservato negli ultimi anni. I settori più esposti restano costruzioni, commercio, servizi e trasporti, comparti particolarmente sensibili al rallentamento della domanda, all'aumento dei costi operativi e alle difficoltà di finanziamento. Pur essendo attesa una graduale stabilizzazione nel medio termine, i livelli di insolvenza rimarranno elevati in numerosi mercati anche nel 2027.

L'incremento delle insolvenze potrebbe mettere a rischio circa 2,7 milioni di posti di lavoro nel biennio 2026-2027. L'impatto maggiore è previsto in Europa, con circa 1,6 milioni di lavoratori coinvolti, seguita dal Nord America con circa 650.000 posti di lavoro a rischio. I soli Stati Uniti rappresentano oltre 590.000 di questi posti, confermandosi tra i mercati più esposti all'aumento dei fallimenti aziendali.

Negli Stati Uniti le insolvenze continueranno a crescere nel 2026 (+12%), raggiungendo circa 27.700 casi. Il rallentamento della crescita economica, i costi di finanziamento ancora elevati e la pressione sui margini aziendali continueranno a pesare sulle imprese. Per il 2027 è previsto un ulteriore aumento, seppur più contenuto (+4%).
In Canada il numero delle insolvenze dovrebbe diminuire del 3% nel 2026 e del 7% nel 2027. La graduale normalizzazione delle condizioni economiche e finanziarie dovrebbe favorire una progressiva riduzione delle difficoltà per le imprese.
In America Latina, il Brasile dovrebbe mostrare una dinamica più contenuta. Le insolvenze sono previste in crescita del 6% nel 2026, mentre nel 2027 è attesa una stabilizzazione. Rimangono tuttavia elementi di attenzione legati alla volatilità del contesto economico e ai costi di finanziamento ancora elevati.

In Europa occidentale, le insolvenze aziendali continuano a mantenersi su livelli elevati dopo diversi anni di crescita. Per il 2026 Allianz Trade prevede un ulteriore aumento del +4%, seguito da una lieve diminuzione nel 2027 (-1%), segnale di una graduale stabilizzazione ma non ancora di un pieno ritorno alla normalità. Tra i principali Paesi dell'area, la Germania dovrebbe registrare una crescita dell'8% delle insolvenze nel 2026, raggiungendo circa 25.900 casi, mentre la Francia dovrebbe segnare un incremento del 3%, con circa 71.000 casi. Il Regno Unito, al contrario, dovrebbe proseguire il proprio percorso di normalizzazione, con una diminuzione delle insolvenze del 4% nel 2026 e del 3% nel 2027.

In Italia, dopo il forte aumento registrato negli ultimi anni, il numero delle insolvenze dovrebbe diminuire del 2% nel 2026, per poi tornare a crescere marginalmente (+1%) nel 2027. Il totale dei casi è stimato intorno a 12.000, un livello che rimane inferiore a quello osservato prima della pandemia, rendendo l'Italia uno dei pochi grandi Paesi dell'Europa occidentale a non aver ancora completamente superato i livelli pre-Covid. I settori più esposti continuano a essere commercio, costruzioni, manifatturiero e ospitalità, che concentrano la maggior parte delle procedure di insolvenza e riflettono le persistenti difficoltà delle attività più sensibili all'andamento del ciclo economico

.Il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, con la nuova procedura stragiudiziale, ha contribuito a contenere parzialmente l’aumento dei casi gravi, pur non invertendo la tendenza. Per approfondire, consulta i Report Rischio Paese e gli Studi di Settore di Allianz Trade.

In Italia, secondo Allianz Trade, l'andamento delle insolvenze aziendali riflette il progressivo riassorbimento delle distorsioni generate dalle misure di sostegno introdotte durante la pandemia. Dopo il minimo storico registrato nel 2021 e il successivo recupero osservato negli anni seguenti, il numero delle insolvenze dovrebbe attestarsi intorno a 12.000 casi nel 2026, con una lieve diminuzione (-2%) rispetto all'anno precedente. Per il 2027 è atteso un moderato aumento (+1%), a conferma di una fase di sostanziale stabilizzazione. Nonostante la normalizzazione del fenomeno, l'Italia rimane uno dei pochi grandi Paesi dell'Europa occidentale con livelli di insolvenza ancora inferiori a quelli osservati prima della pandemia.

Le imprese più colpite restano soprattutto le PMI, in particolare nei settori del commercio, delle costruzioni, del manifatturiero e dell’ospitalità, che insieme rappresentano oltre il 60% delle insolvenze, risentendo maggiormente della debolezza della domanda interna, dei margini di redditività compressi e dei costi di finanziamento ancora elevati. Il trend conferma come il contesto economico, pur in graduale miglioramento, resti strutturalmente fragile e dipendente dalle condizioni di credito e dal ritmo della crescita economica.

Anche in Asia, il numero delle insolvenze continua a mostrare un andamento differenziato tra i vari Paesi. In alcune economie della regione i livelli restano elevati, riflettendo un contesto caratterizzato da crescita moderata, domanda estera debole e persistenti incertezze geopolitiche.

In Cina, che rappresenta la quota principale dell'indice regionale, le insolvenze sono previste in aumento in modo contenuto, con una crescita dell'1% nel 2026 e del 2% nel 2027. Il rallentamento strutturale dell'economia, insieme alle difficoltà ancora presenti nel settore immobiliare e nei comparti maggiormente dipendenti dalla domanda interna, continua infatti a pesare sulla solidità finanziaria delle imprese.

Per il biennio 2026-2027, il quadro regionale resta eterogeneo. In Australia le insolvenze dovrebbero aumentare solo marginalmente nel 2026 (+1%), per poi diminuire nel 2027 (-4%), segnalando una graduale normalizzazione del mercato. In Corea del Sud, invece, il numero delle insolvenze continuerà a crescere nel 2026 (+12%), prima di stabilizzarsi nel 2027 (+1%). Nel complesso, la regione Asia-Pacifico continua a contribuire in modo significativo alla dinamica globale delle insolvenze, pur mostrando un rallentamento della crescita rispetto agli anni precedenti.

Le insolvenze continuano a concentrarsi nei comparti più esposti al ciclo economico, ai costi di finanziamento e alle pressioni sui margini:

  • costruzioni e immobiliare – restano tra i settori più colpiti a livello globale e in particolare in Europa, penalizzati dall’elevato costo del credito, dal rallentamento degli investimenti e dalla compressione dei margini, con livelli di insolvenza ben superiori al periodo pre‑pandemico;
  • commercio (all’ingrosso e al dettaglio) – fortemente esposto alla domanda debole e alla concorrenza sui prezzi, rappresenta uno dei principali contributori al numero totale di insolvenze, anche tra le imprese di dimensioni maggiori;
  • servizi e ospitalità – continuano a mostrare fragilità strutturali, risentendo dell’aumento dei costi operativi, in particolare energetici e salariali, e di una crescita dei consumi ancora insufficiente a ricostituire i margini;
  • settori industriali ciclici (tra cui manifatturiero, macchinari, chimica e trasporti) – evidenziano un aumento delle insolvenze legato alla debolezza della domanda globale, alle tensioni nelle catene di fornitura e alla limitata capacità di trasferire i costi lungo la filiera.

Nel complesso, servizi, costruzioni e commercio rappresentano la quota più rilevante delle insolvenze a livello globale e dominano anche il conteggio delle grandi insolvenze, confermando una vulnerabilità persistente dei settori più ciclici e ad alta intensità di capitale 

Il numero di insolvenze aziendali comprende non solo i fallimenti ufficiali, ma anche le procedure di ristrutturazione e liquidazione. Analizzare l’evoluzione di questi dati permette di valutare la solidità complessiva del tessuto economico e di anticipare segnali di fragilità finanziaria.

Per le imprese, monitorare questi indicatori è utile per pianificare strategie di prevenzione, adattare le condizioni di pagamento e proteggere la propria liquidità. Per rafforzare la capacità di prevenzione e migliorare la resilienza finanziaria, le imprese possono adottare un  piano di risk management, basato su indicatori economici aggiornati e strumenti di valutazione predittiva.

L’aumento delle insolvenze globali rafforza l’importanza di una gestione proattiva del rischio di credito.
Tra le azioni prioritarie per le aziende:

  • verificare la solidità finanziaria di clienti e fornitori prima di avviare nuove relazioni commerciali;
  • aggiornare le politiche di pagamento in base al contesto economico;
  • mantenere equilibrio tra espansione commerciale e controllo del rischio;
  • utilizzare strumenti di assicurazione del credito e servizi di credit intelligence per proteggere il flusso di cassa.

Soluzioni come Grade Check di Allianz Trade consentono di valutare la probabilità di insolvenza dei partner e di prendere decisioni informate, in Italia e all’estero.

Il monitoraggio delle insolvenze è oggi una componente essenziale della gestione del rischio d’impresa. I dati di Allianz Trade mostrano che l’aumento dei fallimenti non è un fenomeno episodico, ma si inserisce in una fase di graduale normalizzazione dopo gli anni caratterizzati dalle misure di sostegno straordinarie introdotte durante la pandemia. Dopo il +6% registrato nel 2025, le insolvenze globali sono previste in aumento del +5% nel 2026, segnando il quarto anno consecutivo di crescita. Pur mostrando un progressivo rallentamento, i livelli di insolvenza restano elevati rispetto al periodo pre-pandemico.

Per il 2027 le previsioni indicano una crescita più moderata (+1%), seguita da una lieve flessione nel 2028 (-1%). Lo scenario suggerisce una graduale stabilizzazione, ma non una rapida inversione di tendenza, confermando che i rischi di credito continueranno a rappresentare un elemento di attenzione per le imprese.

In questo contesto diventa sempre più importante passare da un approccio reattivo a uno preventivo, rafforzando il monitoraggio di clienti e fornitori e integrando strumenti di valutazione del rischio e di protezione del credito nei processi di gestione finanziaria.

Il costo del denaro e le condizioni di accesso al credito continuano a rappresentare fattori determinanti per la solidità delle imprese.

Sebbene il graduale allentamento delle politiche monetarie stia riducendo parte della pressione finanziaria, le condizioni di finanziamento rimangono ancora relativamente restrittive per molte aziende, in particolare per quelle più indebitate o con elevati fabbisogni di capitale circolante.

Di conseguenza, le imprese e i settori più esposti al rischio finanziario continueranno a confrontarsi con un contesto operativo complesso anche nei prossimi anni.

L’insolvenza è la condizione in cui un’impresa non riesce più a far fronte in modo regolare ai propri obblighi finanziari, come il pagamento di fornitori, banche o dipendenti. Nei casi più gravi può sfociare in una procedura concorsuale o fallimentare.

Nel 2025 il numero di insolvenze in Italia è stimato intorno a 13.000 casi, in aumento del +35% rispetto al 2024. Si tratta del livello più alto dal periodo pre-pandemia, in linea con l’andamento registrato nel resto d’Europa.

I comparti più esposti restano quelli a maggiore intensità di capitale e più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse: edilizia, manifatturiero, commercio al dettaglio, ospitalità e automotive.

L’aumento è legato principalmente al costo elevato del denaro, all’inflazione persistente, alla fine delle misure di sostegno pubbliche e al rallentamento della domanda globale.

Secondo le analisi di Allianz Trade, dopo cinque anni consecutivi di rialzo il numero di insolvenze globali potrebbe stabilizzarsi nel 2027 (–1%), grazie al graduale allentamento delle condizioni di finanziamento e a una crescita economica più equilibrata.

Seguire l’evoluzione delle insolvenze consente alle aziende di valutare la solidità del mercato, anticipare potenziali rischi finanziari e adottare strategie preventive per tutelare la liquidità e la continuità operativa.

Due persone sedute su un divano parlano di business

Allianz Trade è leader mondiale nell'assicurazione dei crediti commerciali e nella gestione del rischio di credito, e offre soluzioni su misura per mitigare i rischi associati al mancato incasso dei crediti commerciali, garantendo così la stabilità finanziaria delle imprese. I nostri prodotti e servizi aiutano le aziende nella gestione del rischio e dei  flussi di cassa (cash-flow), nella protezione dei crediti, nelle fideiussioni, nella tutela contro le  frodi commerciali, nei processi di recupero crediti e nell'assicurazione del credito per l’ e-commerce, assicurando la solidità finanziaria delle nostre aziende clienti. La nostra esperienza nella mitigazione del rischio e la conoscenza dei trend economici ci posizionano come consulenti di fiducia, consentendo alle aziende che aspirano al successo globale di espandersi nei mercati internazionali con fiducia.

La nostra attività si basa sul sostegno alle relazioni commerciali, relazioni che si estendono al di là di ogni tipo di frontiera - geografica, finanziaria, industriale ed altro ancora. Siamo costantemente consapevoli che il nostro operato ha un impatto sulle comunità che serviamo e che abbiamo il dovere di aiutare e sostenere gli altri. Tutti i dipendenti di Allianz Trade sono incoraggiati e sostenuti nel dare il proprio contributo alle comunità che li circondano e nel condividere i benefici delle nostre competenze e risorse. In qualità di azienda di servizi finanziari, siamo particolarmente impegnati ad aumentare il livello di educazione finanziaria attraverso approfondimenti e studi che analizzano i trend economici, in modo che le persone e le aziende possano affrontare il futuro con fiducia e sicurezza. Siamo, inoltre, fortemente orientati nel garantire l'equità per tutti, senza alcuna discriminazione, sia tra i nostri collaboratori sia nei rapporti con i partner esterni con cui collaboriamo.