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RISCHIO CRITICO per le imprese

  • Mercati finali molto diversificati, che limitano la dipendenza dagli acquisti di un determinato settore
  • Transizione ecologica come opportunità, sia per l’espansione del business dei biocarburanti, sia per l’utilizzo sempre più frequente di sostanze chimiche - come quelle utilizzate nella produzione di carta e cartone - nell’industria degli imballaggi
  • Elevato potere di determinazione dei prezzi per le aziende dei sotto-settori “Prodotti chimici speciali” e “Prodotti chimici alimentari”
  • Dato il ruolo chiave dei prodotti chimici nella produzione globale, la domanda sarà sempre soddisfatta (in tempi di attività industriale)
  • Aumento della produzione di veicoli elettrici come opportunità per i produttori di litio (molto utilizzato per la fabbricazione di batterie elettriche)
  • Necessità di ingenti investimenti in ricerca e sviluppo e spese in conto capitale
  • Settore ad alta intensità energetica, altamente vulnerabile ai prezzi dell’energia
  • Ricavi del segmento petrolchimico minacciati dal minor utilizzo di materie plastiche e suoi derivati nei prossimi anni, a causa delle nuove normative ambientali
  • Elevato rischio reputazionale e molte sfide legate ai fattori ESG da affrontare: tra queste decarbonizzazione, protezione ell’acqua e del suolo, salvaguardia di salute e sicurezza dei dipendenti e dei clienti

Insolvenze e mancati pagamenti del settore chimico in Italia

Dopo un periodo di ridotta incidenza durato dal 2020 al 2022, nel 2023 si è registrato un incremento delle insolvenze giuridiche e dei mancati pagamenti in tutti i settori industriali italiani.

In questo scenario, il settore chimico italiano non fa eccezione.

Nel 2023, si è registrato infatti un significativo aumento delle procedure concorsuali: dal database Allianz Trade emerge un incremento del 69% rispetto al 2022, trend che si conferma anche nel primo trimestre del 2024.

I mancati pagamenti hanno invece registrato nel 2023 un lieve aumento sia per numero che per importo, per poi flettere nel primo trimestre del 2024.

Capitale circolante dei principali sotto-settori

 

Prodotti chimici di base

Dal L’analisi delle performance economico-finanziarie nel quadriennio 2019-2022 mostra un incremento significativo del fatturato e una solida redditività. Si osserva un ottimo livello di patrimonializzazione,  tuttavia la posizione finanziaria netta negativa e in peggioramento nel 2022 risente di qualche squilibrio nella gestione della liquidità. La gestione delle scorte di magazzino è estremamente efficiente, con tempi di rotazione rapidi, e si registrano prestazioni positive anche per quanto riguarda i cicli di incasso e pagamento. Gli impieghi produttivi sono diversificati, spaziando dalla chimica del fluoro, cruciale per la transizione energetica, fino ai derivati inorganici del potassio, i quali hanno mostrato trend variabili negli ultimi mesi.

Pitture, vernici e smalti

I La bilancia commerciale del settore delle pitture registra un saldo attivo, evidenziato anche da recenti operazioni di fusione e acquisizione (M&A) che delineano il panorama competitivo. Parallelamente, si verifica un incremento della quota di mercato degli smalti vegani nel relativo segmento, un trend che si riflette similmente negli inchiostri offset, i quali vedono una crescente adozione di formulazioni a base di oli vegetali.

Il settore delle pitture e vernici mostra ottimi livelli di Rendimento Operativo (ROS) e di Rendimento sul Capitale Investito (ROI), beneficiando significativamente dell’impulso dato dal Superbonus. Le rotazioni delle poste del capitale circolante sono elevate, con valori medi rilevanti tanto nella gestione operativa quanto in quella finanziaria. I mancati pagamenti, che avevano raggiunto un picco nel 2018, hanno registrato una diminuzione nei periodi successivi, stabilizzandosi su livelli più gestibili.

Saponi e detergenti

La bilancia commerciale del settore saponi e detergenti registra un saldo positivo, con il private equity che si orienta strategicamente verso l’acquisizione di marchi cosmetici e di nutraceutica di nicchia. Tale tendenza è rafforzata dall’approvazione, a febbraio, da parte del Parlamento europeo, di una nuova normativa sui detergenti che promuove l’obbligo di piena biodegradabilità. Il settore è tuttavia sfidato dalla diffusa presenza di prodotti contraffatti, sebbene le vendite nei discount e nei centri commerciali mostrino un trend ascendente.

Le aziende del settore registrano un incremento del fatturato e mantengono una buona redditività, supportate anche dai suddetti investimenti di fondi di private equity. Le rotazioni del capitale circolante rimangono elevate e alcune produzioni precedentemente delocalizzate sono state rimpatriate in Italia. Dopo un picco nel 2019, i mancati pagamenti hanno evidenziato un netto calo negli anni successivi.

Fibre sintetiche

La produzione di fibre naturali è in calo rispetto a quella di fibre sintetiche quali rayon viscosa, rayon acetato, nylon, poliestere e bemberg, con un incremento costante della produzione di abbigliamento in Asia, favorito dai bassi costi della manodopera. La bilancia commerciale del settore è positiva, stimolata dall’ascesa del fast fashion che vede la vendita annua di 80 miliardi di abiti a prezzi ridotti.

L’analisi dei bilanci nel quadriennio evidenzia una crescita dei fatturati e della redditività, con rotazioni rapide del capitale circolante. Il fenomeno fast fashion ha portato a un incremento esponenziale nella quantità di abiti prodotti e scartati, promuovendo il riciclo chimico di PET e poliestere da tessuti. I mancati pagamenti sono contenuti.

Gomma e plastica

Gli articoli in materie plastiche e gomma hanno mostrato un export sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni, principalmente diretto verso i mercati europei, con Germania, Francia e Spagna come principali destinazioni, risultando in un saldo attivo della bilancia commerciale.

Sul fronte della gomma, alcuni nuovi impianti produttivi innovativi nel Sud Italia e diverse operazioni di fusione e acquisizione (M&A) segnalano un dinamismo notevole nel settore. Tuttavia, la produzione annuale mondiale di oltre 400 milioni di tonnellate di plastica pone il settore sotto esame critico a causa delle gravi implicazioni ambientali e di sicurezza alimentare.

L’analisi dei bilanci dal 2019 al 2022 rivela una crescita del fatturato e una redditività soddisfacente, con una rapida rotazione del capitale circolante che indica una robusta salute. Il settore delle tecnologie per la plastica e la gomma in Italia ha registrato un record nel 2023, ma affronta sfide legate agli aumenti dei costi delle materie prime, in particolare gas ed energia elettrica. I mancati pagamenti hanno mostrato un incremento fino al 2020, per poi diminuire rapidamente negli anni successivi.

L'analisi completa del settore chimico di Allianz Trade

Per comprendere le dinamiche economiche che influenzano il settore chimico, Allianz Trade ha sviluppato un report che fornisce una visione dettagliata delle tendenze che guidano il settore, con un particolare focus su:

  • Analisi finanziaria di insolvenze e comportamenti di pagamento: una panoramica essenziale per affrontare le sfide e cogliere le opportunità del settore.
  • Analisi del capitale circolante con approfondimenti dei principali sotto-settori del settore chimico, inclusi:
  • Prodotti chimici di base
  • Pitture, vernici e smalti
  • Saponi e detergenti
  • Fibre sintetiche
  • Gomma e plastica

Il report contiene, inoltre, i trend emergenti e cruciali per il futuro del settore, per anticipare le evoluzioni di mercato e di posizionare strategicamente la tua azienda per un successo a lungo termine.

Gli Studi di Settore di Allianz Trade