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Allianz Trade pubblica la nuova edizione del Collection Complexity Score & Rating

Milano, 27 Genanio 2026

  • Nel 2026 il Collection Complexity Score di Allianz Trade registra un punteggio critico di 47.2/100.
  • L’Italia, con uno score di 46/100, si posiziona nella stessa fascia della media globale dei Paesi, a causa dei ritardi dei pagamenti e delle difficoltà giudiziarie.
  • Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi sono I Paesi dove risulta più complicato per gli esportatori recuperare i propri crediti.
  • Oltre 1.1 trilioni di dollari delle transazioni commerciali sono in Paesi dove il rischio recupero è “Alto” o ‘Molto Alto’.

Allianz Trade pubblica la quarta edizione del Collection Complexity Score and Rating, offrendo una valutazione chiara di quanto sia complesso per le aziende recuperare le fatture non pagate in 52 Paesi che rappresentano il 90% del PIL e degli scambi commerciali globali. Secondo il leader mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, la difficoltà globale nel recuperare un credito si colloca a un livello “significativo”, con un punteggio di 47,2 su 100.

In Italia il recupero dei crediti presenta un livello di complessità significativo con uno score di 46/100, trainato soprattutto da criticità nei comportamenti di pagamento e da tempi e costi delle procedure giudiziarie. Nonostante un quadro normativo relativamente rigoroso sui ritardi di pagamento, rispetto agli standard UE, le imprese mettono in luce abitudini di pagamento deboli e DSO medi elevati (circa 73 giorni per le società quotate, nel 2024), spesso utilizzando i ritardi come leva di gestione finanziaria.

Le azioni giudiziali risultano lunghe e onerose: ritardi procedurali e costi di esecuzione rendono essenziale privilegiare strategie pre‑legali (negoziazione, piani di rientro, riconoscimento del debito) prima di adire le vie legali. Anche l’esecuzione delle sentenze può richiedere tempi significativi, con recuperi spesso più efficaci attraverso terzi, ovvero, debitori del debitore.

Sul fronte delle insolvenze, il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (in vigore da luglio 2022, con successive modifiche 2023–2024) ha rafforzato gli strumenti di prevenzione e ristrutturazione, inclusa la Composizione Negoziata della Crisi. Tuttavia, in pratica, la Liquidazione Giudiziale resta la procedura prevalente e le prospettive di recupero per i creditori chirografari rimangono limitate. Le procedure possono essere lunghe (fino a diversi anni), aumentando l’incertezza dei recuperi.

In sintesi, fare credito in Italia richiede selettività, monitoraggio costante della controparte e una gestione proattiva del credito, privilegiando accordi bonari e strumenti di prevenzione, con il contenzioso come ultima risorsa.

Guardando ai top 20 mercati di destinazione dell’export italiano, i Paesi ai quali guardare con maggiore attenzione, dove risulta più complicato recuperare un credito, sono Cina (66/100), Slovacchia (59/100), India (57/100), Stati Uniti (56/100) e Repubblica Ceca (53/100)..

Il Collection Complexity Score si articola in quattro livelli: “Moderato” (punteggio inferiore a 40), “Significativo” (tra 40 e 50), “Alto” (tra 50 e 60) e “Molto Alto” (oltre 60). La media globale è marginalmente inferiore rispetto all’edizione 2022 (49/100) e riflette una distribuzione del rischio più concentrata: una quota minore di Paesi rientra ora nelle categorie “Molto Alto” (15% contro il 16% del 2022) e “Alto” (21% contro il 29%), mentre, è aumentata la quota delle categorie “Significativo” (29% contro il 24%) e “Moderato” (35% contro il 31%). Tuttavia, con le insolvenze aziendali che restano elevate a livello globale e con l’accentuarsi della frammentazione mondiale, in un contesto di mutamenti nei flussi commerciali, protezionismo volatile, tensioni geopolitiche e crescenti rischi digitali, la riscossione dei crediti è destinata a diventare sempre più complessa per le imprese, in particolare per gli esportatori.

«Stimiamo che il 48% dei crediti commerciali internazionali si trovi in Paesi con una complessità di riscossione “Alta” (22%) e “Molto Alta” (26%). Rispetto al 2022, ciò rappresenta un aumento limitato (+1%) ma un incremento significativo in valore assoluto, fino a 1.100 miliardi di dollari, a causa dell’espansione del commercio globale. Le procedure di insolvenza continuano a rappresentare la componente principale della complessità di recupero in tutte le Regioni. Le prassi di pagamento locali, in particolare, emergono come il principale fattore di complessità in Medio Oriente, mentre, le complessità legate ai tribunali sono meno frequenti in Europa occidentale rispetto a Medio Oriente, Africa e America Latina. Questi fattori strutturali spiegano perché la riscossione internazionale dei crediti resti un processo complesso a livello mondiale», afferma Fabrice Desnos, membro del Board di Allianz Trade, responsabile Credit Intelligence, Reinsurance e Surety.

Tenendo conto delle prassi di pagamento locali, dei procedimenti giudiziari e dei quadri normativi in materia di insolvenza, Allianz Trade rileva che Germania, Paesi Bassi e Portogallo, seppure con tempistiche diverse, sono i tre Paesi in cui è più semplice recuperare crediti internazionali, mentre, Arabia Saudita, Messico ed Emirati Arabi Uniti restano i mercati più difficili.

«Il recupero internazionale dei crediti è quasi tre volte più complesso in Arabia Saudita rispetto alla Germania ma anche quest’ultima non è esente da complessità quando si tratta di riscossione internazionale. In questo contesto, il divario tra economie avanzate e mercati emergenti si è gradualmente ridotto nel tempo, in particolare in Asia, ma continua a persistere. La maggior parte delle economie avanzate presenta un livello “moderato” di complessità della riscossione. In media, Medio Oriente e Africa sono le due regioni più complesse», spiega Pascal Personne, Head of Group Claims and Collections di Allianz Trade.

Nel contesto delle trasformazioni strutturali del sistema commerciale globale, stanno emergendo nuovi hub del commercio che diventano nodi di nuove rotte commerciali e, allo stesso tempo, nuovi poli manifatturieri. Tuttavia, nonostante la loro attrattività, il recupero dei crediti resta una sfida per gli esportatori verso questi mercati, andando ad aggiungersi ai rischi Paese già esistenti.

«In un mondo diviso da geopolitica, protezionismo e dagli effetti del cambiamento climatico, il commercio globale sta tracciando nuovi percorsi. Ma i Next Generation Trade Hubs emergenti, tra cui Emirati Arabi Uniti, Vietnam e Malesia, mostrano un livello “molto alto” di complessità nel recuperare i crediti, con un punteggio medio di 62. Sebbene questi mercati siano sempre più centrali nel contesto attuale, ciò richiede selettività e una gestione del credito molto attenta quando si valuta di incrementare il business in queste aree», conclude Maxime Lemerle, Lead Analyst per l’Insolvency Research di Allianz Trade.

Due colleghi parlano di business su un divano
La nostra competenza e il nostro impegno

Allianz Trade è leader mondiale nell'assicurazione dei crediti commerciali e nella gestione del rischio di credito, e offre soluzioni su misura per mitigare i rischi associati al mancato incasso dei crediti commerciali, garantendo così la stabilità finanziaria delle imprese. I nostri prodotti e servizi aiutano le aziende nella gestione del rischio e dei  flussi di cassa (cash-flow), nella protezione dei crediti, nelle fideiussioni, nella tutela contro le  frodi commerciali, nei processi di recupero crediti e nell'assicurazione del credito per l’ e-commerce, assicurando la solidità finanziaria delle nostre aziende clienti. La nostra esperienza nella mitigazione del rischio e la conoscenza dei trend economici ci posizionano come consulenti di fiducia, consentendo alle aziende che aspirano al successo globale di espandersi nei mercati internazionali con fiducia.

La nostra attività si basa sul sostegno alle relazioni commerciali, relazioni che si estendono al di là di ogni tipo di frontiera - geografica, finanziaria, industriale ed altro ancora. Siamo costantemente consapevoli che il nostro operato ha un impatto sulle comunità che serviamo e che abbiamo il dovere di aiutare e sostenere gli altri. Tutti i dipendenti di Allianz Trade sono incoraggiati e sostenuti nel dare il proprio contributo alle comunità che li circondano e nel condividere i benefici delle nostre competenze e risorse. In qualità di azienda di servizi finanziari, siamo particolarmente impegnati ad aumentare il livello di educazione finanziaria attraverso approfondimenti e studi che analizzano i trend economici, in modo che le persone e le aziende possano affrontare il futuro con fiducia e sicurezza. Siamo, inoltre, fortemente orientati nel garantire l'equità per tutti, senza alcuna discriminazione, sia tra i nostri collaboratori sia nei rapporti con i partner esterni con cui collaboriamo.