28 Settembre 2026

Sommario

Tre tensioni che stavamo monitorando si sono intensificate nel corso della stagione, emergendo come nuovi fattori di rischio entro settembre: uno shock energetico fresco proveniente dal Medio Oriente, una svendita obbligazionaria che si è diffusa dagli Stati Uniti al Giappone fino all’Europa (e che ha alimentato risposte politiche diverse da parte delle banche centrali e dei governi) e il riemergere di dubbi sul boom dell’intelligenza artificiale, con discussioni sulla carenza di chip ed energia, timori di una bolla speculativa e rendimenti deludenti degli investimenti nei modelli di frontiera.

Le esportazioni di servizi ICT del Regno Unito verso l’UE sono quasi raddoppiate dopo la Brexit, dimostrando la continua competitività dell’economia della conoscenza britannica. Il Regno Unito rimane il secondo esportatore mondiale di servizi finanziari, rappresentando il 21% delle esportazioni globali, mentre rafforza la propria presenza nei mercati europei. Nei mercati privati, il Regno Unito continua ad attrarre più capitale di rischio rispetto a qualsiasi altro concorrente europeo: tra il 2020 e il 2026 ha raccolto circa 164 miliardi di dollari. Nel frattempo, Londra ha mantenuto gran parte della sua rilevanza finanziaria globale: il Regno Unito rappresenta ancora quasi il 50% del trading mondiale di derivati OTC sui tassi di interesse e circa il 38% del turnover globale sul mercato dei cambi. Nel settore dell’energia pulita, il Regno Unito è emerso come uno dei leader in Europa. La produzione eolica è aumentata del 130% dal 2016, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e permettendo l’eliminazione completa del carbone dal sistema elettrico nel 2024.

Il nostro scenario di base continua a prevedere che queste tre tensioni si attenuino invece di aggravarsi, ma ciò dipende da specifici meccanismi. In questo report abbiamo inoltre modellato tre scenari alternativi al ribasso e i relativi impatti sull’economia e sui mercati finanziari, ciascuno basato su un rilascio disordinato di tali tensioni.

  • Rischio di shock energetico. Prevediamo che il conflitto rimanga circoscritto e che il reindirizzamento delle forniture, la riduzione della domanda e le fonti alternative aiutino i mercati energetici a riequilibrarsi, attenuando i prezzi e permettendo all’effetto inflazionistico di esaurirsi. Questo scenario presuppone che l’interruzione dell’oleodotto saudita non superi il mese. Se dovesse protrarsi più a lungo, il deficit potrebbe aggiungere 8 Mb/g a Brent e WTI, spingendo il petrolio vicino a 100 USD/barile e trasformando quello che oggi è uno shock contenuto in un rischio di stagflazione.
  • Rischio di vendita massiccia dei titoli obbligazionari. Presupponiamo che l’inflazione continui a moderarsi senza significativi effetti di secondo impatto sui salari e che i mercati riescano ad assorbire un elevato volume di nuove emissioni senza un aumento disordinato dei premi al rischio. L’ipotesi chiave è di natura politica: che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti non portino a ulteriori derive fiscali o a interventi politici imprevedibili e che le elezioni europee non aggiungano nuova incertezza fiscale. Va notato che nell’ultimo anno la componente dei tassi reali dei Treasury USA a 10 anni è aumentata di oltre un punto percentuale, confermando che i mercati obbligazionari stanno attribuendo un prezzo maggiore anche alla crescita legata all’IA. In uno scenario negativo, potrebbe innescarsi un circolo vizioso tra rendimenti e politica fiscale, costringendo le banche centrali a intervenire per stabilizzare i mercati obbligazionari.
  • Rischio legato al ciclo di investimenti nell’IA. Riteniamo che gli investimenti in conto capitale nell’intelligenza artificiale rallentino leggermente, raggiungendo un picco di circa 1.000 miliardi di dollari nel 2028, con una progressiva creazione di valore che si sposta dalla costruzione delle infrastrutture verso una maggiore adozione e produttività. Questo scenario presuppone che i vincoli infrastrutturali ed energetici restino gestibili, che le condizioni di finanziamento non si irrigidiscano bruscamente e che gli utili generati dall’IA continuino a giustificare gli investimenti effettuati. 
Due colleghi parlano di business seduti su un divano

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